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rs4 rassegna stampa 231125
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302.il gobbo 291125
Come dal gobbo, il suggeritore rammenta all’attore le battute del suo personaggio, in funzione dell’inconsapevole concezione che abbiamo del mondo, come nel caso di un’emozione, esprimiamo ciò che ci impone. Tale concezione emerge, silente a noi stessi, dalle descrizioni che ne facciamo sia quando lo riscontriamo nella realtà – o così ci sembra – sia quando entra in conflitto con le descrizioni altrui. Un conflitto che può lasciarci perplessi o sconvolti, comunque disarmati. Scatta allora irrefrenabile il giudizio. Un atto che ci pare dovuto e che è rivelatore di noi stessi e che quando ne siamo identificati ci separa dalla realtà osservata, ovvero ci impedisce di vedere che essa appare così proprio a causa nostra o del nostro giudizio. L’epilogo del giudizio è tanto necessario al mantenimento dell’identità e del suo equilibrio, ovvero alla sua ignoranza, quanto perciò dell’impedimento alla conoscenza, che avviene invece nell’apertura o nell’amore, ovvero nella rinuncia a privilegiare il nostro interesse personale. Cioè alla sola via per rivelare a noi stessi la concezione del mondo che ci guidava e che, alla quale, devolvevamo tutta la nostra energia. Si tratta di un processo di emancipazione da noi stessi e dalle ideologie che culmina con la bellezza, ovvero la via della serenità.Tenendo conto che nessuno – se non profondamente alterato – è costantemente un tipo puro, ecco alcune livree che si trovano nei guardaroba di tutti. Come uno smoking richiede l’occasione adatta per venire indossato, così ognuna di queste, nella giusta circostanza, è pronta a in-vestirci. |
L´ombra del tratto peculiare di noi ci accompagna come uno sfondo
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