tofeelnottoknow
Tofeelnottoknow è una ricerca dedicata alla valorizzazione di un´intelligenza umana tralasciata. Quella legata al conoscere attraverso il sentire. Quella in grado di cogliere da un solo segno il significato di tutta una situazione, una persona, una scelta. Quella che la cultura prevaricatoriamente razionalistica ha "giustamente" tralasciato di coltivare. Anche relegandola nel ghetto ciarlatano.  La cosa interessante è che non si tratta di una cosa da imparare. E´ già patrimonio di ognuno di noi. Attraverso le opportune consapevolezze possiamo prenderne coscienza e compiere individualmente tutto il magnifico lavoro di valorizzazione. Nella sezione X&X si trovano altri vari spunti dedicati a tfntk. Il video tfntk è disponibile online in cinque parti.   
 
02.sentire e capire 100713

Rendere a protocollo il comportamento umano e le dinamiche interpersonali è certamente interessante da un punto di vista statistico ma tende a mantenere l´orientamento dell´attenzione su una presunta dimensione oggettiva della realtà. 

Lo studio messo in essere da WSL Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF è certamente interessante e stimabile, tuttavia, pur portando l´attenzione sull´umano e tralasciando di dare la priorità al tecnico, non promuove la cultura del sentire. Questa patisce, anche in questa occasione, quella del capire. 

Un´azione importante, come quella che può permettersi un´istituzione seria, se fosse dedicata alla cultura del sentire permetterebbe di recuperare - potenzialmente in ognuno - consapevolezze utili a sé e al gruppo ove si sta operando. 

Coltivare attenzione verso la propria ed altrui condizione intima, per esempio, valorizza il non compiere azioni oltre la propria misura e a non spingere il prossimo a comportarsi oltre la loro.

Essere in grado di portare l´attenzione su sé fino a riconoscerne i segnali che il corpo permanentemente diffonde e raduna, implica soprattutto riconoscere aspetti, ricchezze, limiti e direzioni di noi stessi, fino allora insospettati o castrati dalla cultura del dovere

Se poi questi sono (contro-)culturalmente valorizzati, diverranno opportunamente presi in considerazioni. 

Al momento le cose tendono a stare all´opposto. Cioè, quei segnali, per esempio di paura, vengono presi in considerazioni solo con lo scopo di superarli. Dimostrare di avere coraggio è considerato di maggior pregio che esprimere la propria paura-rinuncia. Anche in questi aspetti la prospettiva femminina è succube di quella mascolina.

Procedendo per recuperare certe dimensioni si rischia di arrivare a modificare radicalmente le dinamiche di decisione e interpersonali. Con l´interessante prospettiva che l´esempio della diga che si rompe permette di figurare. Il bacino di intelligenza, saperi e creatività disponibile in ognuno, può essere paragonato alle acque di un lago artificiale. Trattenuto dal possente muro della cultura del sapere se ne sta rinchiuso e domato nonostante la sua incommensurabile potenza. 

Rompere quel muro permette il recupero di un sé che già è in noi. Non c´è nulla da insegnare. C´è molto da emancipare. E non solo per la sicurezza alpinistica, ma per ogni aspetto della vita. Una cultura sull´umano, capace di detronizzare protocolli e autoreferenza alza molto il rischio di realizzare persone secondo la loro natura. Una realizzazione tendenzialmente segnata dalla soddisfazione di sé, in sede di frustrazioni. Queste ultime sono sostanzialmente premesse di comportamenti inidonei a sé e incapaci di ascoltare/accreditare il prossimo, sentire l´ambiente.

Una sicurezza e una società regolamentata e strutturata in forma sostanzialmente solo tecnica tende a ridurre la responsabilità individuale nei confronti proprio della produzione della sicurezza propria e sociale.

 

Il fideismo nella tecnica e tecnologia, nonché nella cosiddetta scienza gioca una specie di inibizione creativa verso tutti quei settori dell´incommensurabile di cui la vita è colma.

L´assunzione di responsabilità è invece un nodo della cultura del sentire. Quando il nostro comportamento è tarato sulla situazione e il nostro spirito è capace di ascolto, cioè è soddisfatto e in armonia, il rischio di adottare il comportamento più opportuno tende ad alzarsi. Così, pure la capacità si raccogliere e coniugare i segnali utili dall´ambiente e da altre persone nel gruppo. Per questo in fondo alle scarpate, in quelle strette strade di montagna, senza guardarli e nonostante le lastre di ghiaccio invernale non giacciano cataste di carcasse d´auto, trattori e pullman. Quei piloti invece dell´indicazione del cartello stradale hanno preferito dare priorità a quanto sentivano. Così hanno creato sicurezza.


 

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