17.miopia oggettiva 200813

la realtà nella relazione comporta la partecipazione al tutto, così come la realtà oggettiva comporta la separazione dal tutto.

Essere l´una o l´altra è questione di consapevolezze ma anche di opportunità, esigenze e circostanze. È quindi stato anche svincolato da consapevolezze. 

Tuttavia è anche questione culturale. I moventi pratici e commerciali prima ed intellettuali poi, della nostra cultura, non hanno che potuto spingere soluzioni di tipo analitico, quelle che inducono ad una realtà scomposta, oggettiva, definitiva e bidimensionale. L´appartenenza al Tutto che forse ha caratterizzato gli uomini pagani è forse andato perduto in occasione del passaggio di stato da cacciatori-raccoglitori a coltivatori, per poi affermarsi definitivamente con l´aumento dei della popolazione radunata in centri urbani, assolutamente necessitanti di regolamentazione, l´apoteosi della separazione, tuttavia superata dalla separazione da noi stessi con l´imposizione del lavoro e della scansione del tempo.

Nonostante l´altissimo tasso di alienazione umana, anche da questa nostra cultura facchina, abbiamo raggiunto le posizione dalle quali si scorgono i limiti di ciò che prima credevamo assoluto. La tradizione l´aveva già detto e ridetto ma mancava la "traduzione" affinché le verità esoteriche si aprissero in essoteriche.

In queste prospettive "ciarlatane" (secondo la nostra intellighenzia) prima non considerate, tralasciate, escluse, sminuite è ben presente la dimensione del tutto. La prospettiva incapace di vedere il dominio dell´uomo. Quella dove non c´è separazione alcuna con qualunque altra forma, fosse anche di pensiero e sentimento, del mondo e del prossimo.

Tofeelnottoknow fa parte di queste. Fare presente che i saperi analitici possono avere qualche controindicazione per "sentire" come stanno le cose è un suo scopo. Come lo è quello di valorizzare una cultura che promuova l´educazione al sentire, affinché l´alienazione dai nostri sentimenti sia meno inconsapevole, affinché si possa riconoscere quanto quell´alienazione impedisca la realizzazione di poteri umani. Di possibilità sociali. Di civiltà.

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Questo articolo è in linea con la ricerca tfntk. Per molti è un punto di riferimento. Nonostante alcuni aspetti linguistici* lascino qualche perplessità, i contenuti referenziano che la realtà è nella relazione.

"Sebbene la natura umana cerchi di categorizzare, classificare e suddividere..."

Se fosse la natura a indurci a suddividere, potremmo essere certi che il tutto è un´illusione certa. Più che "natura" è forse opportuno parlare di "cultura".

"...sosteneva che le scoperte di Aspect implicassero la non-esistenza della realtà oggettiva..."

Sostenere qualcosa significa tendere ad affermare che quanto affermiamo è definitivamente vero, quindi oggettivo. Non è un sofismo. È attenzione all´impiego del linguaggio affinché una certa realtà tenda ad affermarsi piuttosto che un´altra. Pubblicitari e avvocati lo sanno bene. Più che "esistenza" portebbe tornare più opportuno impiegare "prosettiva".


 

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