fine democrazia
così almeno come ce l´hanno presentata o, quantomeno, come l´abbiamo concepita e finora vissuta, la democrazia non esiste più. Quanto abbiamo creduto contenesse non è stato riscontrato. E’ vero, schiavi e despota non ci sono più - per modo di dire - sempre che tv, informatizzazione, burocrazia e capitalismo non li abbiano egregiamente sostituiti. Corruzione materiale e morale hanno cariato le fondamenta del grande sogno egualitario. (Gli anarchici lo sapevano da mo’). L´incastellatura d’apparenza che ancora regge è abitata dalla politica commerciale che ha come ideali - bene che vada - un progresso legato al Pil e una curva verso l´alto che vorrebbe dimostrare un benessere strettamente vincolato all’accumulo.  Ma c’è un procedere che si avvale del sentire in sede del più rinomato sapere. L’epoca razionalistica, eleggendo a supremo e a dogma la sua verità tecnologica e scientista, sta mostrando il suo inumano limite. Come dice Bauman, nella sua società liquida le appartenenze corrispondono ad interessi sempre più di alta frequenza cioè, edonistici, materialistici, commerciali e di potere. Cioè a dire che i valori “prepolitici” di Massimo Fini non fanno più definitivamente testo, non sono più costituenti della nostra cultura. La democrazia è finita perché inumana da un lato, in quanto prodotto di una concezione razionalistica dell’uomo e anche perché la sua nuce sentimentale, cioè il suo bisogno di lealtà non è più nei nostri opulenti corpi. Ma gli uomini non sono ratione sono sentimenti, carne ed estetica. Da lì creano il razionale, non viceversa.  In questo spazio qualche spunto per dare voce ai nostalgici di umanesimo. 
 
16....di tutto 300413

E´ sconvolgente. Sconvolge la gente.
Il PD, "tutti" i giornali lo hanno più volte riscritto, da una posizione preelettorale di massima distanza dal PDL è ora al suo braccetto. Ha rifiutato di votare Podestà come presidente delle Repubblica. E´ vero, non sarebbe bastato, non c´erano numeri sufficienti. Ma sarebbe stato l´unico vero segnale di coerenza politica. L´unico modo per tenere fede a ciò che avevano venduto come vero. La carica dei 101 antiprodiani, evidentemente più che progressisiti sono da considerare o pusillanimi (nei confronti del braccio di ferro per il cambiamento. Cambiamento in buona misura avvalorato dalla voce del MoVimento) o fedeli ad un piano napolitaneo che tutto avrebbe operato pur di formare il governo, pur di dare al mondo un segnale di presunta serietà politica. Al mondo , ma non a noi. Forse quei pusillanimi - mai si sono infatti dichiarati - si sentono invece eroi e fautori di ciò che abbiamo ora. Il Governo Letta. Ma anche l´altissimo rischio di ulteriormente definitivo sfascio del PD. Sembra il fondo. E´ un´illusione. La Moretti, PD, da Vespa, ridendo afferma che hanno seguito l´unica via che si poteva percorrere. Conclude, sempre ridendo, scusandosi con gli elettori. Morta lì. 
 
La democrazia, così come l´avevamo creduta non l´abbiamo mai avuta. Ora siamo al cospetto di prenderne coscienza. Da una parte si apre la deriva verso il desiderio di qualche assolutistico potere, magari con la speranza che nel frattempo si sia arricchito di quella moralità condivisibile. Quella che lo renderebbe "giusto" e efficiente per "tutti". Dall´altro, scivolando nella rabbia anche personale ed incondizionata, si arriva a gesti eclatanti e latenti. Sempre facilmente strumentalizzabili, perfino dagli ex squadristi. Ma soprattutto è una democrazia definitivamente svuotata non tanto di quanto credevamo dovesse contenere, piuttosto della sua principale ed essenziale natura: quella di essere costituita da mandati rappresentativi. Quale popolo e rappresentato oggi il PD? Forse solo quello di  qualche elettore mago. Quello che lo ha votato già sapendo che non avrebbero tenuto fede alle loro stesse parole. E´ questo il fondo. E´ questa la morale. Nessuna paventata facciata democratica, travestita con il rispetto di un governo composto dai due maggiori partiti, può coprire la vergogna di un voltafaccia, di un menzogna. Diversamente, la verità mafiosa, seppur dura, prende vitalità quale alternativa allo Stato.
 
In molte occasioni si fa appello al porcellum come diversivo dal problema morale, per farcelo bere solo come legislativo. Ma non è così. La politica imprenditorializzata, quella da Berlusconi in poi, dopo l´epopea della Milano da bere, è ora al nocciolo dell´oliva. Non c´è più nulla. Il MoVimento l´ha avvertito. Il MoVimento è questo. Ma è soprattutto tutti quelli che ancora del MoVimento non sono. Tutti gli sconvolti. Aiuto, non credo in voi, mi aspetto di tutto.

 

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