fine democrazia
così almeno come ce l´hanno presentata o, quantomeno, come l´abbiamo concepita e finora vissuta, la democrazia non esiste più. Quanto abbiamo creduto contenesse non è stato riscontrato. E’ vero, schiavi e despota non ci sono più - per modo di dire - sempre che tv, informatizzazione, burocrazia e capitalismo non li abbiano egregiamente sostituiti. Corruzione materiale e morale hanno cariato le fondamenta del grande sogno egualitario. (Gli anarchici lo sapevano da mo’). L´incastellatura d’apparenza che ancora regge è abitata dalla politica commerciale che ha come ideali - bene che vada - un progresso legato al Pil e una curva verso l´alto che vorrebbe dimostrare un benessere strettamente vincolato all’accumulo.  Ma c’è un procedere che si avvale del sentire in sede del più rinomato sapere. L’epoca razionalistica, eleggendo a supremo e a dogma la sua verità tecnologica e scientista, sta mostrando il suo inumano limite. Come dice Bauman, nella sua società liquida le appartenenze corrispondono ad interessi sempre più di alta frequenza cioè, edonistici, materialistici, commerciali e di potere. Cioè a dire che i valori “prepolitici” di Massimo Fini non fanno più definitivamente testo, non sono più costituenti della nostra cultura. La democrazia è finita perché inumana da un lato, in quanto prodotto di una concezione razionalistica dell’uomo e anche perché la sua nuce sentimentale, cioè il suo bisogno di lealtà non è più nei nostri opulenti corpi. Ma gli uomini non sono ratione sono sentimenti, carne ed estetica. Da lì creano il razionale, non viceversa.  In questo spazio qualche spunto per dare voce ai nostalgici di umanesimo. 
 
20.dietro la collina 200913

cosa vieta l´immaginazione? È più facile esprimerlo con una sua specie di contrario.
Cos´è l´immaginazione?
 
Un traguardo. Una mira funzionale al proprio sentimento. Mescolato con le aspirazioni e vincolato alla carnosa memoria.
 
Dalla volumetria di tutte le dinamiche che riteniamo di poter cogliere e che riteniamo di poter intendere in ogni passo che compiamo, ne vediamo un solo allineamento. Da lì nasce la verità, base necessaria per compiere quello successivo. E la visione è pronta.
 
Forse l´unico distinguo possibile è tra quelle che emergono dal capire rispetto quelle emerse dal sentire. In ogni caso avremo una sola storia a disposizione. E sarà quella corrispondente al nostro nuovo traguardo. E sarà la nostra unica verità.

 

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